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Luriel no Sekai(il mondo di Luriel) 3월 15일 Partita a scacchi tra due vecchie conoscenze
Una partita che procede già da un po'...molti non la capiranno, pochi intuiranno, altri vedranno solo un modo per rammaricarsi. Libero arbitrio...
Luriel: “Bene…mi sa che tocca a te…io ho mosso…” Igor: “Era ora che ti decidessi!” Luriel: “Ci vuole tempo…” Igor: “Si certo, ma il tuo di tempo vedo che lo sprechi copiosamente” Luriel: “Il tempo che dedichi agli altri non è mai tempo sprecato…” Igor: “Che pillole di saggezza…fantastico…ma pensare un po’ più a noi stessi per una volta?” Luriel: “Si, si, certo…” Igor: “Ecco che torna a fare il bimbo che non vuole mandare giù la verità amara…” Luriel: “Dai pensa a muovere!” Igor: “Fammi capire, adesso TU hai fretta? Luriel: “No, ma non distraiamoci.” Igor: “Ho tutto sotto controllo, a differenza di qualcun altro...” Luriel: ”La pianti con questo sarcasmo? GIOCA!” Igor: “Siamo nervosi eh? Possibile che aver perso la tua Regina ti abbia creato tutti questi problemi?” Luriel: “…non tirare fuori cose che non centrano…” Igor: “Oh, amico mio…centrano eccome! Sai per un attimo ho creduto davvero che avessi la partita in pugno e che fossi a un passo dalla vittoria. Mi hai tenuto sotto scacco per ben cinque mesi…una vera rogna non c’è che dire…ma evidentemente non avevi calcolato una piccola e insignificante mossa. Ed eccoti qui: senza Regina, il tuo pezzo più forte, quello che ti dava la carica e ti faceva assaporare la vittoria…” Luriel: “Ci godi eh? Bastardo…” Igor: “Nemmeno più di tanto. Ti conosco oramai: quando sembra che hai il culo a terra ti aggrappi a qualsiasi strategia assurda e ne esci fuori. Ti auto-convinci di essere asceso ad un rango di sensibilità tristemente decadente e che ora sai come funziona realmente la partita. E dai agli altri consigli sulle strategie da usare quando sappiamo entrambi benissimo che tu non le sapresti applicare. Delizioso… Chissà come ti vengono…” Luriel: “Fammi capire…Ti aspetti un contrattacco? Ora che sono senza Regina? ” Igor: “Sei sempre stato bravo a piangerti addosso e a lamentarti…Si. Me lo aspetto. Ma è anche vero che stavolta il mio attacco non te la farà passare liscia come spereresti.” Luriel: “Oh beh, oramai tocca a te. Stiamo a vedere.” Igor: “Sai, ciò che mi accomuna a te è che anche il sottoscritto ha accumulato molti errori in tutti questi anni, sacrificando pezzi importanti. Ciò che però mi differenzia è che da questi errori so farne tesoro…” Luriel: “Si ma così non rischi più, non azzardi mosse altamente strategiche per paura di rifare gli stessi errori…praticamente non ti gusti la partita.” Igor: “Ah,questa è buona davvero!!! Sarà…ma stai sicuro che la partita in questo modo la vinco, e non sto a piangere i mesi su un pezzo importante che ho perso, immaginando come sarebbe stata la partita se la Regina fosse ancora viva.” Luriel: “Touchè” Igor: “Potrei prenderci gusto…” Luriel: “Non puoi però dire che non sia capace di giocare anche con gli altri pezzi!” Igor: “Me ne guardo” Luriel: “Sai che con un pedone potrei crearti un gioco intensivo e arguto…” Igor: “Oh certo, peccato che nel pedone ci vedi sempre un’altra Regina e tenti di mandarlo spasmodicamente in fondo alla scacchiera per evolverlo, anziché giocare con gli altri pezzi…” Luriel: “E’ la capacità di guardare avanti e di sognare. Con la volontà quel pedone arriverà lì in fondo, si evolverà e diventerà una Regina.” Igor: “Si, ma dopo tantissimo tempo. E sai quanto possa essere difficile farcelo arrivare VIVO? Utopia…” Luriel: “Tentar non nuoce” Igor: “Oh si, bravo! Continua a sperare nell’impossibile e a buttarti negli stessi errori! Ti fa Onore. No, davvero, dico sul serio!” Luriel: “Ridi, ridi, vedrai…” Igor: ”Ma mio caro…io non vedrò…a me basta aver GIA’ VISTO. E se il pedone va via? Che farai? Ti butterai giù? penserai di aver perso definitivamente la partita e che non potrai mai più avere la tua regina? Verserai due lacrimucce e con occhi da cerbiatto dirai “ti prego finiscimi?” Luriel: “Non ho bisogno di farlo. Avrò sempre qualche risorsa…” Igor: “Chiediti chi è che te ne trova sempre di nuove e dopodiché ringraziami…idiota…” Luriel: “Sai anche tu che senza di me non saresti nulla, se non fredda razionalità” Igor: “Oh ma sentilo…potrei dire lo stesso, caro il mio bel cuoricino pulsante senza un briciolo di intelletto” Luriel: “Vogliamo tirare fuori l’antica faida “Illuminismo” contro “Romanticismo” e vedere chi la spunta?” Igor: “Risparmiamelo, è così démodé come discorso…” Luriel: “Bah…” Igor: “Ah, non prendermi per sentimentale…ma sai che giorno è oggi?” Luriel: “Oddio…non saprei…qualche mesiversario?” Igor: “Sempre più cretino a quanto vedo…Oggi, caro mio, sono esattamente 22 anni che stiamo giocando questa partita.” Luriel: “Di già? Sembrava ieri quando abbiamo cominciato…” Igor: “Beh, non perché ci tenga particolarmente a evitare di batterti subito o a darti il tempo di rielaborare una nuova deludente strategia, ma spero che questa partita vada ancora per le lunghe.” Luriel: “Oh beh…tu sei vampiro, io elfo, sicuramente qualche secolo ce lo concederanno, non trovi?” Igor: “Non essere ottimista…” Luriel: “E tu non essere pessimista.” Igor: “Uff…e dagli…ci risiamo…” Luriel: “Vabbè. Muovi dai, sta a te…”
12월 21일 The Bard TaleThe Bard tale
Una storia triste assai Andrò a raccontare D’ amori e mille guai Intenti a catturare
Un folle sognatore Che si credea un cantastorie Capelli lunghi, un gran cuore E di elfiche memorie.
Luriel, era chiamato Da lontane steppe giunto, in Italia poi stanziato dove ivi prese spunto
per poesie e ballate nella lingua locale per suscitare l’altrui risate con nuove storie da raccontare
Capitò un dì l’estate mentre percorreva il sentiero d’incontrar tra tante fate un amore, quello vero!
“Che sciocchezza” sentiva dire Quando partito dal villaggio Volle intraprender, pur di perire Quel suo lungo e strano viaggio.
Ma cosa ci si può fare Dite, lo sapete voi forse? se il cuore vuol galoppare come un cavallo nelle corse?
Non so chi tra di loro Sentì quel bardo poco saggio Ma seguì la voce fuori dal coro Che diceva “ce la fai, coraggio”
Per tre mesi quel sentiero Seguì il bardo viaggiatore Con una fata nel pensiero E il suo sorriso in fondo al cuore
Nella notte buia, si copriva Col mantello,da lei a lui donato E il quale, egli sentiva Che d’amore era incantato
Tante prove superò Oh voi che ascoltate E ora vi narrerò Quante se n’era inventate!
Come una volta che per amore Con due fidati compari Arrivò lontano a improbabili ore Per vederla sulle ali
Oppure quando affrontò Tutti insieme i suoi compagni Che mandavan i loro sfottò Ad avvelenarlo come ragni.
E del cibo nutriente Egli ricercava, ogni singolo ingrediente che del ferro presentava
Dolci carezze e piccole doni Tanto amore, gioia e delizia E quei dolcetti, diventati così buoni Solo perché li gustava con letizia.
E quando venne il tempo Del tutto inaspettato Usci fuori, in un lampo Un ciondolo fatato
Un oggetto assai importante Per il bardo un portafortuna Che portava sin da infante E che lui chiamava “Runa”
Ora, voi tutti, dovete sapere Che poteva sembrar di poco valore Ma pochi sanno vedere Che in quella runa v’era il suo cuore.
L’incantesimo s’è spezzato! La cerca del bardo è finita! Perché la sua runa ha trovato Colei a cui darà la vita!
Ma un triste dì, stranamente Calò un qualcosa giù dal cielo Che annebbiò ancor di più la mente E confuse quel sentiero…
E fu così che iniziaron Le vere sfide per il bardo E le armi s’affilaron Contro il fato assai bastardo
Tarli del dubbio grossi, e Onanismi mentali, occhi di pianto assai rossi per alleviare i suoi mali.
Ma il peggior nemico, che non si era sottomesso era peggio d’un amico, era proprio lui stesso!
Le sue paure antiche Riversate addosso a lui Come tante piccole formiche A lacerarlo in momenti bui
Ricordi di quando era in fasce Nelle sue steppe lontane Un terrore da dentro gli nasce A divorarlo come un cane…
E di nuovo la sensazione Che provoca sommo terrore Di ritrovarsi nella situazione Di esser considerato un errore.
Uno “sbaglio” che ha dato tanto Che è stato solo se stesso Che fu abbandonato per un pianto E riabbandonato ancora, adesso.
Non era mai quello giusto Non quello che si cerca, E per la terza volta sul busto Gli si abbatteva una verga.
Sotto il sole lui rideva E mostrava assai il sorriso Ma alla sera poi scendeva Una lacrima sul suo viso.
E da solo sotto un pendio Che gli offriva del riparo Chiedeva con ardore a Dio Perché fosse tutto così amaro.
E col sentiero ancor più tetro Continuò tra fango e gelo Impossibile tornare indietro Ma proseguir sempre con zelo.
“S’era amor che mi chiamava La strada mia allora è questa” Ma forse si sbagliava… Chi segue il cuor non ha più testa
Da fede e pazienza era mosso E nella giustizia egli credeva! Se l’amore l’aveva così scosso, Finire così non poteva!
Direte voi, amici cari, Che un lieto fine sia giusto In fiabe d’antichi focolari, Per conservarne il buon gusto.
Il lieto fine vi darà speranza, Un lumino per il futuro. Ma considerate la circostanza Di morire in modo duro.
E vi ricorderete di una storia Che narrava d’un bardo coraggioso Che rimarrà nella vostra memoria Per aver detto “io oso”
E che, per una volta convinto Di quel che provava Il bardo, il buffone, fu vinto Da ciò che più amava…
9월 20일 PoesiaAndava pubblicato...
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno
gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente
chi evita una passione,
chi preferisce il nero sul bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che
un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso ,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro
chi non rischia la certezza per l'incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli
sensati.
Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna
o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento
di una splendida felicità
Martha Medeiros
7월 23일 IntervistaRiccamente battuto a Seba, mi andava di farlo.
1. Che ore sono? 01:35 anzi no 36 2. Nome sulla carta d identita? Anton 4. Quante candeline avevi sulla tua ultima torta di compleanno? Non le ho messe, cmq 21 5. Animali domestici? Una gattina, Pippi. E’ immune alle pippe mentali. 7. Datti un voto da 1 a 10? Ma a che? Vabbè so sepre stato un tipo da sette e mezzo/otto… 8.Colore degli occhi? Verde/ Marrone 9. numero di scarpe? 43 10. Occhiali? Da sole tondi stile vampiro… 12. Tatuaggi? NO, fa troppo yakuza (però forse uno me lo farei…) 14. Luogo di nascita? Kiev (sui verbali d’esame risulta così: ???) 2O. La persona a cui hai pensato oggi? Eeeh… 30. Zone in cui ti piace essere baciato? Collo 31. Film preferiti? Il signore degli anelli, L’ultimo samurai, Il gladiatore, Il padrino. 37. Hai mai nuotato nudo? Non mi ricordo, mi sa di no, ma lo devo fare! 42. Sport da vedere in TV? Che palle…Rugby almeno sto sveglio… 44. Animale preferito? Drago? No eh? Tigre Siberiana, Cavallo. Stimo i Bonobo… 45. Disney o Warner Bros? Ma sticazzi XD Disney solo per “il re leone” 57. Qual è la cosa ke ti fa + arrabbiare? La gente superba che non chiede mai scusa. 64. Libro preferito? Il signore degli anelli, I pilastri della terra, Gomorra… 77. Mai tagliato i capelli? Si, ma adesso sto in pausa… 79.Shampoo?? Johnson’s baby, poi quello che capita… 81. Giorno/notte: Notte, meno sole che rompe il cazzo e più divertimento. 100.NEGLI UFO e alieni: Avoja 102. Hai la ragazza ??? Si 103. Ti piace qualcuno? Ovvio. 105. Da chi andresti per un aiuto? Amici/amiche. 114. Cosa c'è nel tuo mp3? Metal celtica e cazzatine varie. 121. Che macchina guiderai: E’ uguale, un’utilitaria mi garba lo stesso… 122. Capelli: Lunghi e castani 130. Parte fisica in un partner? Sedere, capelli, occhi, mani. 133. Sono felice quando: Mi diverto e sono spensierato. 134. Se potessi vivere in qualche luogo? In scandinavia nei megaboschi, o in Irlanda. 136. Sesso o amore: una o l’altra vanno bene, l’amore te inguaia di più… 139. Sei innamorato: lo sapevo che prima o poi capitava la domanda… 141. Brutte abitudini: Dita nel naso…altrui XD 148. Colore preferito di pantaloni: Nero 171. Ultima Persona con cui hai parlato online: Marzia (non partire ti prego T_T) 12월 23일 dardo di ghiaccioLo so...è tanto che non scrivo...a occhio e croce sarà un annetto, forse di meno...
scusate ma preoccuparmi di quanto tempo non scrivevo è l'ultimo dei miei problemi in questo momento...
E poi lo sapete che scrivo sul blog sono quando sto particolarmente male o solo per scrivere stronzate tipo la fine di Doraemon. Quindi se non volete leggere fate pure, tanto serve a me, non a voi.
Serve a me per capire, forse prendere coscienza di quello che mi sta capitando intorno, voi non capirete quasi nulla purtroppo,ma prendetela così come viene. Solo che stavolta è una riflessiona a caldo, frutto di paure ancestrali che speravo non si ripetessero...e invece eccole lì alla porta, bastarde come sempre, a punzecchiarmi e farmi male quando sei in un meraviglioso sogno. Eventi che guarda caso si ripetono in tutto e per tutto a cose che avevi rimosso.
Ed ecco che dal subconscio emerge un sentimento atavico meglio noto come PAURA.
Beh, io ho sempre ritenuto che l'uomo avesse paura di due categorie di cose: paura delle cose che non conosce, perchè ignote e quindi fanno paura, e paura di cose che conosce troppo bene, perchè sa quanto possono essere pericolose.
io, dal momento che come al solito mi devo per forza distinguere,mi trovo nel mezzo: Ho paura e BASTA.
panico, tremore, paranoie, fate voi...
gli stessi tempi, gli stessi modi, le stesse parole,stessi numeri, le stesse persone che risbucano magicamente.
Sembrano le profezie di Nostradamus...sapete di quelle dove c'è scritto tutto per filo e per segno e quando vedi che è successo ti caghi in mano perchè ti rendi conto che quello stronzo nel '500 ci aveva preso?
uguale,paro paro.
Ma stavolta ho paura davvero...
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